Il signor Sterne
Il signor Sterne" di Giuseppe Galliani, giovane scrittore terlizzese al suo secondo lavoro, è una bolla di colori, sensazioni, sapori rivolta ai...
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Il signor Sterne" di Giuseppe Galliani, giovane scrittore terlizzese al suo secondo lavoro, è una bolla di colori, sensazioni, sapori rivolta ai più giovani, con quella piacevole dimensione da "c' era una volta" generata dalla difficile arte di creare superfici che riflettono luci indefinite e forme ondulanti. Sappiamo sempre quando è tramonto, alba, notte o giorno e, per poterli godere, la luce calante o crescente, le stelle raccolte o il sole accecante sono instancabilmente evidenziati. Quasi mai piove. Sovrabbondano gli elementi classici della favola: contadini, costruzioni in legno, alberi, cespugli, la volpe rossa, il pescegatto, lucciole, aquiloni, personaggi eternamente bizzarri, azioni sbilenche, vento soffice. Il vocabolario è l' artefice delle mezze forme. Tutto è sfumato, leggiadro. Le definizioni compiute, forti, decise, inequivocabili vengono evitate con cura. Si sorride, per lo più; qualche volta si incontra l' inconfondibile malinconia argentata, mai però un acuto. Letteratura rassicurante, ovviamente, ma non per distrazione o ingenuità. Dentro questa bolla - al di fuori della quale si patisce il freddo, si rimane disoccupati e si combatte contro le quotidiane difficoltà - viene insegnata la sensibilità verso lo stupore dell' esistenza dal signor Sterne, originario di Brandeburgo, con una casa simile a quella di Van Gogh ad Arles, per la maggior parte del testo rimasto seduto in cima a una scala a pioli, più metafora che personaggio. è bravo Galliani nel mantenere con mestiere un tono letterario le cui misure ospitano con naturalezza una terminologia che altrimenti saprebbe di retorica facile. L' uso di termini come "luci magiche", "bagliori della luna" eccetera sono costantemente presenti, ma non si ha mai la sensazione di banalità. E non è affatto facile. Si tratta senza dubbio di un narratore di talento. Dopo una generosa e lirica introduzione, l' atmosfera c' è. Manca solo un Harry Potter. Al suo posto, invece, giunge Montechiari, un luogo di fantasia e di godibile sonorità, stracarico di "imbarcazioni della lingua", dove, per aggiungere storia al suo fascino, si dice che sono passati longobardi (i fondatori della città), normanni, bizantini, arabi, templari e persino Federico II. La famiglia Daulmier vi fa ingresso a bordo di un auto bianchissima dalla quale il giovane protagonista inizia a produrre dell' inesauribile stupore. L' elemento visivo la fa da padrone. Dipinge molto, Galliani. Si è tentati di riscontrare subito il naturalismo letterario sudamericano. Oltre all' atmosfera è la gestione del tempo, tuttavia solita della favola, dove eventi fantastici senza una cronologia precisa entrano ed escono a piacimento, a farci dubitare di questo. Trattandosi di uno scrittore pugliese cresciuto tra gli ulivi e il mare, tutto sembra coerente. Siamo altresì indotti a rilevare elementi della letteratura russa dell' Ottocento, anch' essa in grande sintonia con la natura. Mancano però gli eventi crudi di entrambe. Forse è più corretto dire che sono nascosti, lasciando volontariamente qualche fuggevole traccia di reale, visto che la strategia letteraria dell' autore sembra affidata a questo palese spostamento dei significati portanti. L' asse sembra avvicinarsi di più alle ovattate ed eleganti atmosfere europee dello stesso filone: alla Amelie, per intenderci. La narrazione si occupa più degli eventi fantasticati che di quelli successi, dando grande rilievo al parallelo mondo di pensieri non inseribili in nessuna storia lineare. è bello che gli esponenti della cultura vengano ospitati come personaggi reali. Il liceo si chiama "Moxart" e l' insegnate professor Stradivari. Appaiono più spesso degli stessi presunti personaggi Diomede, Van Gogh, Ulisse, organici anche a quella distanza che depura l' intensità emotiva, lasciando dietro soltanto della affascinante spuma. Non mancano nemmeno elementi del romanzo di formazione che danno al testo un tocco di improvviso e momentaneo realismo: i soliti primi tragici brufoli e i prosperosi seni di Milla, moglie del lattaio, che l' unica fatale volta in cui toccano la gota del protagonista adolescente innescano l' erotismo cosmico che successivamente fluisce verso il primo amore (non a caso di nome Margherita). La prosa di Galliani, creatore di superfici, procede così, tra fiori, sensazioni e fantasie che affinano la sensibilità per insegnare a sentire, a provare stupore, ammirazione, esaltando un immaginario luogo solare del Sud che così immaginario non è.
- Format:Paperback
- Pages:91 pages
- Publication:2002
- Publisher: Besa
- Edition:
- Language:ita
- ISBN10:
- ISBN13:9788849701609
- kindle Asin:8849701608









